Eccomi di ritorno dalla Montefortiana, o – meglio – dalla maratonina negozi DEM di Monteforte d’Alpone, una delle molte manifestazioni a contorno della Montefortiana vera e propria, riservata agli assoluti FIDAL, che si correrà nel pomeriggio.
Poco prima di partire sono riuscito a sentire Sandro e a viaggiare con lui, Tarcisio e Valter: una volta parcheggiato a un km abbondante dalla partenza, siamo riusciti a raggiungere il tendone per il ritiro dei pettorali poco dopo le 8:30, quasi in orario per il mini-blogpoint con Alvin, Bress, Michele e Fatdaddy, fresco iscritto all’AVIS Sport Cazzago S. Martino, neonata società della quale Sandro è presidente.

Poco lontano ho poi visto Andrea Rigo, col quale ho scambiato due parole prima di salutare i blogtrotters, riporre lo striscione e consegnare la borsa per fare un minimo di riscaldamento mentre Sandro, Tarcisio e Valter raggiungevano di nuovo l’auto per cambiarsi.
Ho atteso Sandro fino alle 9:25, poi mi sono messo quasi in coda al gruppone dei partenti e, dopo i due spari di cannone della partenza, sono partito molto tranquillo pensando alla salitona che ci aspettava tra il quinto e il decimo km. Nonostante le migliori intenzioni, non sono riuscito ad evitare di camminare per lunghi tratti della ripida salita, riprendendo a correre senza forzare ad ogni tratto in piano e superando almeno le salitelle più tranquille di corsa. La foschia non permetteva un colpo d’occhio sulla valle, ma c’era visibilità a sufficienza per rendersi conto che il percorso, specialmente nella parte di salita nello sterrato in mezzo ai vigneti, è davvero bello.
Nell’ultima parte di salita, molto più dolce rispetto alla parte precedente (micidiale il primo km), stavo già correndo con regolarità quando mi si è affiancato, per poi superarmi e sistemarsi davanti a me di un paio di metri, un podista con il pettorale dei blogtrotters sulla schiena: solo leggendo il nome mi sono reso conto che era Sandro, nella nuova divisa sociale e “mimetizzato” sotto una berretta di pile. Stupito di vederlo ancora lì (ero parecchio in ritardo rispetto al solito ritmo delle mezze, e in salita – e non solo – Sandro va molto più forte di me), l’ho chiamato e abbiamo corso qualche km insieme. In sostanza, il motivo del suo attardamento (e di quello di Valter) è stato un errore nel calcolo dei tempi e della distanza tra l’auto e la zona partenza, tanto che al passaggio sui tappeti con il transponder dei chip sistemati alla partenza tutta la truppa se n’era già andata.
Già, il chip… la fretta ha giocato un brutto scherzo a Sandro, che nel sistemarsi il pettorale non ha visto che il chip non era fissato al pettorale, ma era da allacciare alle stringhe delle scarpe, per cui i tempi della sua corsa non sono stati rilevati… peccato!
Il passaggio ai 10 km, subito dopo l’ultimo scollinamento e l’inizio della discesa, è stato di 1:06′ netti, e da lì in poi non ho più smesso di correre, mantenendo agevolmente un ritmo attorno ai 5′ al km, se non per un tratto di un centinaio di metri attorno al km 16, quando ho salutato Sandro e ho affrontato una breve salita di nuovo al passo, per poi riprendere definitivamente a correre e concludere la fatica abbattendo – al contrario – il “muro” delle due ore: 2:04’02″ il tempo ufficiale, 2:02’32″ il real-time.
MotionBased
All’arrivo, nonostante la temperatura non freddissima (4 °C), abbiamo cominciato tutti a sentire freddo e siamo tornati rapidamente all’auto per cambiarci e per rientrare verso casa.
Al di là del tempo molto alto e dell’ennesima conferma che in salita non vado proprio per niente, la giornata è stata più che positiva, e spero che sia stato un buon allenamento in vista della ripresa della tabella per Roma. Peccato per la brevità del blogpoint, ma già a Verona potremo fare un sopralluogo il sabato pomeriggio per organizzare un po’ meglio il tutto.
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